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Generazioni (R)esistenti 2026, il 3 gennaio commemorazione dell’eccidio di Fellegara

Appuntamento è alle 11 in via Ca’ Mercati, sul cippo dedicato ai quattro giovani scandianesi uccisi, per la deposizione dei fiori a cura delle autorità cittadine e di Anpi Scandiano [.....+
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Generazioni (R)esistenti 2026, il 3 gennaio commemorazione dell’eccidio di Fellegara

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Sabato 3 gennaio 2026 si svolgerà la commemorazione dell’Eccidio di Fellegara, agguato fascista in cui persero la vita i quattro giovani scandianesi Roberto Colli detto Riva (23 anni); Nemo Gambarelli detto Italo (20 anni); Mario Montanari detto Nero (25 anni); Renato Nironi detto Ida (22 anni), fucilati nei pressi del ponte sul Tresinaro della frazione del Comune di Scandiano.

L’appuntamento è alle 11 in via Ca’ Mercati, sul cippo dedicato ai quattro giovani scandianesi uccisi, per la deposizione dei fiori a cura delle autorità cittadine e di Anpi Scandiano. A seguire il corteo a piedi raggiungerà l’anfiteatro dedicato proprio alle staffette partigiane in via Cantine Cavalli (di fronte al civico 15), progetto realizzato alcuni anni fa dal Progetto Giovani di Scandiano di Coop. Base.
Lo scorso 3 gennaio è stato dedicato un focus particolare a Roberto Colli, nonostante la giovane età, era già un talento musicale affermato. E’ stato possibile riascoltare la sua viva voce grazie ai nastri donati dalla famiglia per l’occasione. Sono stati fatti ascoltare i suoi brani più famosi “Reggianina”, “Chi conosce la Giovanna?”, “Cappuccetto”, “Sogno i tuoi baci”, “Perché non torni?” e “Non piangere mamma”, accompagnati da un’emozionante performance di due ballerini professionisti della scuola di Reggio Emilia Obiettivo danza che hanno danzato sulle note delle sue canzoni.

Il prossimo 3 gennaio il focus sarà dedicato ad un altro dei giovani ragazzi uccisi a Fellegara, Nemo Gambarelli detto “Italo”, ucciso a soli 20 anni. Dopo gli interventi istituzionali ed alcune testimonianze dei familiari tornerà il momento musicale e danzante a cura della scuola di Reggio Emilia Obiettivo Danza che l’Amministrazione comunale vuole mantenere come elemento caratterizzante della cerimonia.

L’Eccidio di Fellegara – i fatti storici

Nella notte tra il 2 ed il 3 gennaio 1945 un reparto della Brigata Nera di Reggio Emilia, al comando del famigerato tenente Emilio Carlotto, arriva a Fellegara per effettuare un rastrellamento. Vengono presi in ostaggio quattro giovani: Roberto Colli detto Riva di 23 anni; Nemo Gambarelli detto Italo di 20 anni; Mario Montanari detto Nero di 25 anni; Renato Nironi detto Ida di 22 anni.

I fascisti fermano altri 15 giovani, li portano all’osteria dove li interrogano brutalmente, poi li rilasciano intimando loro di presentarsi il giorno dopo al Distretto Militare per essere arruolati e inviati a combattere. Molti di quei ragazzi scelgono invece di raggiungere i partigiani in montagna. I quattro giovani presi in ostaggio sono interrogati e torturati, poi caricati su un automezzo per essere portati in Piazza Spallanzani dove i fascisti intendono impiccarli. Ma sul ponte per Arceto, la Brigata Nera con i prigionieri si imbatte in una squadra di partigiani “Garibaldini” diretti alla via Emilia per un’azione di sabotaggio.

Nella sparatoria viene ucciso un fascista e rimane ferito un partigiano. I partigiani, molto inferiori numericamente, si ritirano e il tenente Carlotto fa fucilare sul posto i quattro ragazzi. Il giorno dopo la Brigata Nera ritorna in forze e fa un nuovo rastrellamento a Fellegara, che però rimane senza esito perchè quasi tutti gli abitanti nel frattempo si sono allontanati dal paese cercando rifugio altrove. Per diversi giorni i corpi dei quattro giovani partigiani vengono lasciati a terra nella neve, con il divieto ai familiari di poterli recuperare e dare loro una degna sepoltura.

Lo stesso comando provinciale tedesco, con una lettera firmata dal maggiore Frase del Plazkommandantur, espresse disappunto per la fucilazione completamente ingiustificata dei quattro giovani e per la ferocia della Brigata Nera che con la sua brutalità esasperava gli animi e rendeva ancora più popolare il movimento di Resistenza al nazifascismo.

A Fellegara, in via Ca’ Mercati, presso il ponte sul Tresinaro, subito dopo la Liberazione venne realizzato un cippo in ricordo dei i 4 giovani uccisi.

 

 

 

(30 dicembre 2025)

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