Mi scuserà Lilli Gruber, ma Matteo Renzi non ha dichiarato a “El País”: “Se Conte non chiede scusa faccio cadere il governo”

foto: ANSA/GIUSEPPE LAMI

di E.T. #Politica twitter@gaiaitaliacom #ItaliaViva

 

Ho vissuto molti anni in Spagna, parlo quella lingua come l’Italiano. In Spagnolo ho scritto spettacoli teatrali, pubblicato un romanzo (e corretto le bozze insieme alla traduttrice e al correttore di bozze, confrontandole con l’Italiano), rilasciato interviste e scritto numerosi articoli.

Ritengo quindi di avere competenze linguistiche sufficienti per poter affermare, senza che mi si possa smentire, che la traduzione-patchwork che si è fatta dell’intervista di Matteo Renzi al quotidiano spagnolo El País, è una pessima operazione di dis-informazione.

Perché, direte voi? Per un motivo molto semplice: perché Renzi non ha dichiarato al quotidiano “Se Conte non chiede scusa faccio cadere il governo” come riportato da Lilli GruberOtto e mezzo e anche da altri mezzi d’informazione. Renzi ha utilizzato l’espressione “pedir disculpas” che oltre al “chiedere scusa” immaginabile come traduzione immediata, può venire tradotto anche, per estensione, con “ravvedersi” e ritengo, dopo avere letto accuratamente l’articolo, che Renzi intendesse proprio quello.

Ne parliamo, di questa operazione un po’ ingenua ad uso dis-informativo, o informativo-di-parte, non per amor di Renzi, ma perché sono profondamente irritato dalle traduzioni a cazzo che troppo spesso vengono fatte dai giornali italiani di articoli in spagnolo, complice la presunta somiglianza delle due lingue, ché tanto ci capiamo.

La frase incriminata, e tradotta a braccio, è la seguente e viene in risposta alla domanda del giornalista del quotidiano che chiede a Renzi se ipotizza una data limite per risolvere i problemi della maggioranza: “Depende de él” risponde Renzi. “Tiene que detenerse, pedir disculpas y volver a empezar”. Che si può tranquillamente tradurre con “Dipende da lui. Deve fermarsi, ravvedersi e ricominciare”. Cioè cambiare i suoi piani, non andare avanti a testa bassa. Lui è, naturalmente, Giuseppe Conte.

Renzi all’inizio della sua chiacchierata con il quotidiano spende anche parole di lode nei confronti di Conte al quale riconosce di avere “trabajado para avanzar en la pandemia”, lavorato per non lasciarsi sconfiggere dalla pandemia. Poi Renzi dice ciò che va dicendo ai quotidiani italiani dalla scorsa settimana: “No se puede aceptar que en nombre de la emergencia, 10 meses después de su inicio, se arrogue todos los poderes del Estado para gastar esos 200.000 millones. No quitamos a Salvini para esto”, cioè: “Non si può accettare che in nome dell’emergenza, dieci mesi dopo il suo inizio (dell’emergenza, ndr), concentri su di sé tutti i poteri dello Stato per spendere questi 200mila milioni. Non abbiamo fatto cadere Salvini per questo”. Aggiunge poi” Se conte vuole pieni poteri come Salvini, io dico no. E’ un problema di rispetto delle regole. In quel caso il Governo cadrà”.

Quindi dice di ritenere che Conte si fermerà a farà marcia indietro.

Il resto dell’intervista, in spagnolo, qui.

Chiarisco che non ho chiesto spazio a Gaiaitalia.com Notizie per scrivere un articolo a cieca difesa di Renzi, verso il quale non nutro né particolari simpatie personali, né alcun tipo di simpatia politica, per come stanno le cose in questo momento. Trovo però insopportabile che si giochi sulla presumibile ignoranza delle lingue straniere degli italiani che non sono obbligati a conoscerle, vivendo in Italia – giocando sull’equivoco di traduzioni a braccio in nome di una lotta politica che non dice la verità e se la dice la dice a metà.

Si tratta di operazioni insopportabili e bugiarde e, soprattutto, inutili, tese soltanto a screditare l’avversario e non a contestarlo sul piano politico con proposte e confronti. E fa imbestialire che a questi giochetti si prestino blasonati professionisti, anchor men and women e direttori di giornaloni, oltre a discutibili columnist, che avrebbero i mezzi professionali e intellettuali per evitare di scegliere sempre la via più breve.

Ad esempio, nell’intervista Renzi dice anche di non credere ad una rottura tra SalviniBerlusconi, ma di questa – che è una delle vere affermazioni politiche in essa contenute – nessuno fa menzione.

(11 dicembre 2020)

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