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Massimo Dapporto e Antonello Fassari al Teatro Duse, con il “Delitto di via dell’Orsina”

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di Redazione Bologna

Una commedia nera con un ingranaggio drammaturgico perfetto, fatto di trovate, energia e divertimento, tra clownerie e astrazioni beckettiane. Dal 9 all’11 dicembre (venerdì e sabato alle ore 21, domenica alle 16) approda al Teatro Duse di Bologna ‘Il delitto di via dell’Orsina’ uno degli atti unici più noti di Eugène-Marin Labiche, padre nobile del vaudeville, talento prolifico e sopraffino, capace di svelare con indiavolate geometrie di equivoci e farse, il ridicolo nascosto sotto i tappeti della buona borghesia.

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Al centro della vicenda due uomini: un ricco nobile ed elegante interpretato da Massimo Dapporto e un proletario rozzo e volgare, ruolo affidato ad Antonello Fassari. I due si risvegliano nello stesso letto, hanno le mani sporche, le tasche piene di carbone e non ricordano nulla di quanto accaduto la notte precedente. Quando dal giornale apprendono della morte, in via dell’Orsina, di una giovane carbonaia si convincono di essere stati loro a commettere l’omicidio. Per i due protagonisti, disposti a tutto pur di sfuggire alla presunta colpa e mantenere le apparenze, non resta che far sparire ogni prova.

Alla regia Andrée Ruth Shammah che insieme a Giorgio Melazzi firma anche la traduzione. Shammah mantiene intatta la struttura della pochade e del gioco indiavolato degli equivoci ma vira al noir seminando inquietudini all’ombra di qualcosa di ignoto che incombe sulla scena. Così, la Francia perbenista e ottocentesca di Labiche diventa l’Italia del primo dopoguerra, prefascista e conformista. Alcune battute e personaggi sono rubati, infatti, da altri lavori del drammaturgo francese per dare più spessore alle sottotrame e rendere ancora più stratificata la vita dentro la storia. Per tutto il tempo teatrale, un sottile turbamento, fatto di piccole sospensioni, guida gli attori. Sul palco anche Susanna Marcomeni, Marco Balbi, Andrea Soffiantini, Christian Pradella e Luca Cesa-Bianchi.

Il ritmo del vaudeville e la tradizione del teatro brillante italiano si incontrano in questo noir che fa ridere e pensare e che, con i suoi vorticosi intrecci, riesce a raccontarci in modo non scontato il disorientamento che stiamo attraversando. In questo lavoro, l’elegante regia di Shammah spinge sul gran gioco del teatro e sulle sue possibilità, inserendo anche dei couplets cantati. Sul palco, dunque, una vicenda fatta di tensioni che gioca con i tanti tic di oggi e mette in scena il contrasto tra come vogliamo apparire e come siamo davvero,  dentro alla solitudine che ci attanaglia. Sul palco anche Susanna Marcomeni, alla regia Andrée Ruth Shammah.

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Dal 9 all’11 dicembre 2022
ore 21 | domenica ore 16
Teatro Duse
Bologna, via Cartoleria 42

 

 

(5 dicembre 2022)

©gaiaitalia.com 2022 – diritti riservati, riproduzione vietata

 




 

 

 

 

 

 



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