Il candidato leghista che vuole “sparare alla sinistra” (poi non è vero, non l’ha mai detto)

di G.G. #Lopinione twitter@gaiaitaliacomRE #Politica

 

Il cerchio degli impresentabili si stringe attorno agli impresentabili. La Lega salviniana che ha caricato sul carro del vincitore – a proposito, ha camminato sulle acque. Anche lui. Non so se l’avete saputo… – chiunque sappia gridare incongruenze trova una delle sue più felici [sic] realizzazioni nell’aspirante sindaco del Comune di Casalgrande tal Villiam Rinaldi accusato di avere detto che bisogna usare “le calibro 22” per “accoppare i comunisti e toglierli dalla faccia della terra”…

L’audio, anzi gli audio, sono due perché sempre meglio abbondare, sono l’esempio dell’ignoranza e della trivialità eletta a simbolo di potere da coloro che li vogliono ignoranti per dominarli meglio, e sono inascoltabili per la protervia, il disprezzo, l’inettitudine che trasmettono, e vengono attribuiti al candidato sindaco leghista del Comune di Casalgrande Villiam Rinaldi che però, in un post, dice che l’audio non è suo.

 

 

Magari è nostro, chi lo sa? E’ così radicata l’abitudine di dire una cosa e ritrattarla il giorno dopo accusando qualcun’altro che diventa difficile, ormai, ricostruire la verità quando c’è essendo ormai il post da social utilizzato per confondere le acque.

La pagina Facebook del Rinaldi Sindaco è un successo clamoroso: ben 143 followers e commenti che non sono proprio benevoli nei confronti dell’uomo che avrebbe rilasciato audio dove parla di proiettili in testa ai “comunisti”, ma che poi non è stato lui ed aspetta la polizia a casa – e magari se la trova sul serio – e scritto post nei quali la lingua italiana è tanto solo un’opinione, così come lo è la chiarezza dell’esposizione.

Villiam Rinaldi, del resto, non è nuovo a sortite discutibili. Ci sono stati momenti, ma si tratterà forse di errori di gioventù, nei quali inneggiava su Facebook a Mussolini. Del resto come il segretario leghista sa, ognuno ha il suo dio. E magari si mette di traverso alla CEI che non è mai una buona idea. E a proposito della scorribande verbali di Rinaldi sulla terra del porco (nel senso di alimento consumabile) è addirittura Il Resto del Carlino ad intervenire, e non certo un pericoloso quotidiano “comunista”, per dirla rinaldianamente.

C’è la citazione di Mussolini: “L’aratro traccia il solco/ la spada lo riempie”. Il richiamo al calendario del Duce. Messaggi sugli stranieri: «Cosa vengono a fare i mussulmani in Emilia Romagna, terra di prosciutti, salsicce, dove ogni metro quadrato di suolo è stato calpestato dal nobile maiale, quindi per loro la nostra AMATA pianura dovrebbe essere off limits??» In un’altra frase si legge: «Dopo un sondaggio ho capito che gli italiani non fanno con me una rivoluzione per paura dei processi eventuali. Bene cari compatrioti, una soluzione c’è, basta accoppare pure tutti i giudici – Avvocati e politicanti Paperoni». (Il Resto del Carlino, 3 marzo 2019 – link in alto)…

Come commentavamo in altro articolo su questo stesso quotidiano il vero cancro della politica di questi giorni è la protervia del principiante incolto ed ignorante che crede alla politica come liberazione dei propri bassi istinti e soddisfazione della propria vanagloria.
Purtroppo fin quando i rappresentanti nazionali daranno certi esempi, diventerà difficile tenere chiuse le stalle. Così come abbassare i toni.

 




 

(23 maggio 2019)

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