Goffredo Bettini o della dichiarazione-vaticinio che nella realtà andò in direzione contraria

di Daniele Santi #PD twitter@gaiaitaliacom #Politica

 

La dichiarazione di Goffredo Bettini, uno dei numi del PD, secondo la quale almeno una decina di senatori di Italia Viva erano pronti ad uscire dal partito di Matteo Renzi e a fare precipitare quest’ultimo nell’inferno del non contare nulla – ed essere costretto a dichiarazioni roboanti in dirette radiofoniche o televisive quando non si più chi intervistare? – è stata smentita poche ore dopo dai fatti. Quando cioè due nuovi senatori hanno aderito ad Italia Viva andando ad ingrossare le fila non soltanto della formazione renziana, ma anche della maggioranza di Conte.

Il PD e troppi dei suoi componenti, hanno nel core l’insana idea di essere onnipotenti e che ogni loro dichiarazione corrisponda a verità. E’ uno dei tanti problemi del partito. Così mentre nella formazione guidata da Zingaretti ma diretta da Massimo D’Alema nascono le correnti come nascono i funghi, e i vari Bettini di turno dicono la loro come se contasse, l’Italia continua a navigheggiare nel mare dell’inconcludenza. Non cresce, non paga, non scrive non telefona. Come il gorilla della barzelletta. Insomma l’Italia è ferma e il PD giochicchia a “Chi è più “: Zingaretti o Di Maio?”…

La risposta non ci entusiasma granché. E nemmeno ci entusiasma l’uscita sul Sindaco d’Italia di Matteo Renzi né il suo perenne gridare contro qualcosa, ma non si può dire che sulla prescrizione non abbia ragione. Ne ha da vendere e gli Italiani, secondo alcuni sondaggi, sono con lui. Almeno su questo. Oltre il 79%. Nemmeno ci entusiasmano le recenti uscite di Italia Viva su alcune questioni politiche. Lo diciamo perché poi troviamo qualcuno che sui social ci insulta pesantemente e non possiamo passare la vita a querelare imbecilli che scaricano il loro odio su chiunque parli di Renzi senza nemmeno leggere gli articoli.

Così ecco di nuovo il PD con un suo prestigioso rappresentante come Bettini, sbugiardato dai fatti al termine di un lunghissimo ragionamento partorito con lo scopo di ferire rimanendo feriti. Questo PD è in questa situazione – salvo parentesi renziana – dal 2013. Da quando Pierluigi Bersani, già dei Giaguari, riuscì a perdere le elezioni con dichiarazioni esilaranti che invece di parlare di politica si riferivano a smacchiamenti di giaguari e pettinar di bambole, riuscendo a perdere un punto al mese, finendo di pochi centesimi davanti al M5S che lo prese a sberle in diretta streaming ponendo definitivamente una pietra alta come l’Everest sulla carriera politica del piacentino che parla con le “czi”.

L’Italia cuoce a fuoco lento, il M5S distrugge la prescrizione e la giustizia, devasta le imprese cancellando di fatto le srl, il paese è preda dall’odio e dall’intolleranza e loro, i dinosauri inamovibili del PD fanno della filosofia-politica sul nulla e a cazzo (ci scuserà la signora che si inquieta quando scriviamo cazzo). Se credono si possa continuare così facciano pure.

 

(20 febbraio 2020)

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