Teresa Bellanova contro Michele Emiliano, in Puglia non c’è niente da ridere

di Giancarlo Grassi #Politica twitter@gaiaitaliacom #Puglia

 

Dopo che Emiliano ha gridato al complotto renziano per fargli perdere le elezioni, come se non fosse perfettamente in grado di perderle da solo, ci pensa il niet de Bellanova a preparargli la festa con parole che pesano come montagne: “Non ne facciamo una questione personale, facciamo una valutazione politica. Quindi diciamo no ad Emiliano: diciamo no al trasformismo, no alla demagogia, no al peggiore notabilato meridionale”, che detto da una meridionale suona come un terremoto.

Emiliano non ha certo brillato nella sua tutt’altro che folgornate lustro alla presidenza di una giunta più opaca della sua presidenza, non ci si può aspettare che brilli ora. E Zingaretti ha scelto la via del suicidio assistito, da un moribondo, perle esequie del PD (anche) in Puglia. Perché Zingaretti è uno alle quali le cose che vanno bene – la vittoria di Stefano Bonaccini in Emilia Romagna, quel Bonaccini che è l’antitesi di tutti gli Emilano possibili – non insegnano un accidente. Lui è perso, ora, nel delirio del PD che deve diventare un’altra cosa, ma non sa nemmeno lui quale così come non sa quando è il momento di stare zitto – pessima la sua uscita sullo Spallanzani che isola il corona virus e che è “merito del Lazio”.

Quindi l’unica cosa chiara è che Emiliano non si sposterà dalla poltrona, e dalla ricandidatura, costi quel che costi. Continuerà così l’Italia del Sud ad avere un’unica certezza: quella di essere governati da elefanti inamovibili che, con spregio dei risultati e con più attenzione alla loro carica che ai benefici che questa potrebbe portare, pronti a tutto. A tutto. Pur di conservare il potere. Basti guardare cosa ha fatto l’83enne Mastella a Benevento.

Così Bellanova ha avvisato Emiliano e coalizione di centrosinistra: o si trova un altro candidato o scendo in campo io. E saranno scintille. Soprattutto nelle urne.

 

(5 febbraio 2020)

©gaiaitalia.com 2020 – diritti riservati, riproduzione vietata