Matteo Salvini in tour riesce a rendersi indimenticabile (“Sono nella “mia” cattedrale”) anche a Salerno. Poi gli rispondono come merita

di Daniele Santi #Maiconsalvini twitter@gaiaitaliacom #Politica

 

L’ultima tappa del Matteo Salvini Tour, quello che pagate anche voi con soldi pubblici, si è fermata a Salerno dove il Tribuno leghista ha pregato nella cattedrale che, in un tweet che di ironico non ha nulla, lui ha definito la “mia” cattedrale, perché tutto ciò che è suolo italiano lo considera “suo”, è la tendenza all’assolutismo. Fa malissimo. Non solo alle nazioni libere.

 

Poi, dopo la cattedrale, era necessario il bagno di folla. E cosa fa il segretario leghista che presenterà una mozione di sfiducia nei confronti della ministra Azzolina alla “ripresa dei lavori”  – quando, segretario, se Lei è sempre in giro? – decide di presentarsi al Covid Center di Salerno con codazzo di candidati, staff, social manager e tutto quel che serve alla propaganda. Non gli è stato consentito entrare. E bagno di folla niente. Ed allora Matteo Salvini che cosa ha fatto? Ha dato dell’arrogante al direttore generale.

Che gli ha risposto con un comunicato da manuale.

In relazione all’iniziativa di cui non è mai pervenuta preventiva richiesta a questa Direzione che ha visto irrompere in Ospedale il Segretario della Lega accompagnato da altri politici candidati locali, si precisa quanto segue:

1) Le norme di sicurezza e prevenzione legate all’emergenza Covid non consentivano e non consentono l’ingresso in Ospedale di persone estranee, a tutela della sicurezza dei pazienti e dell’interno personale. Nemmeno i familiari dei degenti, anche in casi di particolare gravità, possono accedere. E’ stato un atto non rispettoso delle regole, inopportuno in relazione anche all’attuale fase emergenziale e quanto determinatosi sarà oggetto di approfondimento.

2) Da un anno e mezzo, la Direzione dell’AOU Ruggi, come quella di tutte le Aziende Sanitarie della Campania, si attiene rigorosamente a una precisa disposizione firmata dal Presidente della Regione, che vieta ad esponenti di tutti i partiti di entrare negli ospedali per motivi politici, tanto più in periodo elettorale.

Gli ospedali sono luoghi di sofferenza e di cura, non di demagogia, in ogni Paese civile”.

Ogni altro commento è superfluo.

 

(27 agosto 2020)

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