Lo diciamo con rispetto, ma è difficile non notare come il commentatore seriale lasci la sua inutili flatulenza da social, forse per sentirsi importante, dimostrando nel suo tanto breve quanto ingiustificato articolare sconcezze intellettuali di non capire un accidente di quello che ha letto (male). Lo dimostrano alcuni commenti ad articoli pubblicati sui nostri quotidiani locali, uno in particolare che si riferisce a un nuovo ospedale messo in piedi in pochissimo tempo per la lotta all’Ebola in Congo, che vede un commento che lascia intendere che i 10/12 casi cui l’articolo si riferisce siano casi riscontrati proprio nella nostra provincia. Ma si parla del Congo. E con chiarezza adamantina. Ma butta così.
Poi c’è quella che chiede sguaiatamente “QUANDOOOOOO” riferendosi a una manifestazione culturale di cui parliamo su un altro dei nostri quotidiani locali che riporta nel titolo addirittura le date dell’evento. O quell’altro commento che si chiede cosa mai faranno a un uomo arrestato per spaccio di droga quando l’articolo dice chiaramente che è stato espulso. Insomma purtroppo non basta scrivere le cose toccherebbe spiegarle.
Poi si scopre, cercando di capire se questi ci sono o ci fanno, che si tratta degli stessi che proprio sulla base della loro incapacità di comprensione persino dei titoli e delle notizie più semplici, accusano chi fa informazione di creare solofake-news. Imbarazzanti.
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