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L’Equità territoriale è di sinistra o di destra? Di sicuro non è razzista

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di Redazione #Politica

 

A parte la Lega, che abbiamo escluso da statuto per incompatibilità tra razzismo ed Equità, non abbiamo nessun particolare pregiudizio verso questo o quel partito, nel senso che il nostro giudizio negativo per il loro operato verso il sud li accomuna. Lo abbiamo detto e scritto più volte: quello che accomuna la totalità dei partiti che hanno alternativamente governato questa nazione, è la totale distrazione verso quei principi costituzionali che prevedono equità territoriale e giustizia sociale dal nord a sud del Paese.

A 160 anni dall’unità, e ancor più grave dall’entrata in vigore il 1º gennaio 1948 della Costituzione, quello che invece contraddistingue questa nazione è la disomogeneità territoriale che opprime il Mezzogiorno, una condizione che non trova eguali nella UE, talmente ampia da meritarsi la quota più alta dei fondi europei del Recovery Fund che sono stati ripartiti tenendo conto di tre criteri:

  • direttamente proporzionale alla Popolazione;
  • inversamente proporzionale al livello del Reddito pro-capite;
  • direttamente proporzionale al tasso di disoccupazione medio degli ultimi 5 anni.

Il sud Italia ha primeggiato, purtroppo, su tutta la comunità europea, per i criteri indicati nei punti 2 e 3. Le condizioni di questa ingiustificata, anche soprattutto da un razionale punto di vista economico, disomogeneità territoriale ( vedi il libro ” L’economia reale del Mezzogiorno ” degli economisti Alberto Quadrio Curzio e Marco Fortis dove, i due economisti sostengono che, se l’Italia scommettesse sullo sviluppo industriale del sud, nel giro di pochi anni diventerebbe economicamente più forte della Francia e della Germania, arrivando addirittura ad essere il primo paese in Europa) probabilmente si celano nel modo anomalo, nelle motivazioni, che hanno portato all’unificazione di questa nazione.

I Padri Costituenti hanno cercato di porre rimedio a quell’Italia malnata attraverso la Costituzione ma, allo stato dei fatti, la stessa è rimasta inapplicata, probabilmente per quel sistema coloniale che oramai risulta sconveniente smontare per chi, da quel sistema tuttora presente, ne ha tratto e continua a farlo, visibili vantaggi economici.

Assistiamo, difatti, come a fronte delle indicazioni europee sulla modalità di ripartizione, i partiti li ignorano e continuano ad operare nella continuità del consolidato solco della disomogeneità Territoriale.
Tutto questo oltre ad essere incostituzionale è in antitesi con il concetto di Equità Territoriale che è il fondamento del M24A-ET.

E’ il punto di vista espresso da di Massimo Mastruzzo del direttivo nazionale M24A-ET | Movimento per l’Equità Territoriale, inviato in redazione e pubblicato integralmente.

 

(17 gennaio 2021)

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