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Legge contro i “Forestierismi”: io parlo cinque lingue, quanti milioni di multa pagherò? O finirò in galera?

di G.M.M.

Mentre la presidente del Consiglio è sempre quella che ha parlato di sé come di una underdog, e va in televisione con sprezzo del Rampelli a parlare del Made in Italy – ne parla a proposito del Codice degli Appalti, dicasi Codice Salvini, richiesto dall’Unione Europea, e mentre imperversa la polemica sul recovery fund, che ha dato il via al PNRR, esplode nella sua attualità [sic] la proposta rampelliana del 23 dicembre 2022 sui forestierismi che prevederebbe multe fino a 100mila euro per chi ha l’ardire e la spudoratezza di esprimersi con vocaboli stranieri in situazione non consona a tale disprezzabile attitudine – a noi poliglotti che andiamo oltre il romanesco, sorge un dubbio che ha a che fare direttamente con il nostro futuro.

Nel mio caso succede che io parli cinque lingue, ne legga e ne comprenda sette – per via delle somiglianze tra lingue latine, Signora mia – e tra le mie capacità linguistiche che potrebbe farmi finire sulla forca o pagare centinaia di migliaia di euro di multa, c’è anche quella di scrivere l’arabo. Che è una iattura, lo comprendo. Soprattutto in tempi di protezionismo a tutti i costi, protezionismo da invidia.

La proposta di Legge è stata presentata a Montecitorio dall’esponente di FdI, Fabio Rampelli, con la firma di una ventina di deputati del suo partito, che colpirà i felloni che continueranno a macchiarsi dell’imperdonabile colpa di utilizzare termini non della lingua italiana, con particolare riferimento a chi opera nella pubblica amministrazione. Già nel novembre scorso FdI ha presentato un ddl a palazzo Madama (firmatario il senatore Menia) per costituzionalizzare l’italiano come la lingua ufficiale della Repubblica. Perché in Italia, se non lo sapete, parliamo tutti Urdu e c’ bisogno di ufficializzare che sessanta milioni di persone parlano italiano. Tanto rigore linguistico e tanta attenzione ai dettagli, alle multe, alle ufficializzazioni portano i malpensanti a chiedersi come mai lo stesso rigore non venga applicato alle mafie, a cambiamento climatico, disoccupazione, precariato, crisi economica ma è un problema di impegni. Quando sei così impegnato a preparare il futuro del tuo paese per i dettagli non rimane tempo.

Dunque mentre attendo risposte sulla mia sorte, scrivo sotto pseudonimo per proteggermi, non si sa mai, mi aspetto nelle prossime settimane nuovi colpi di genio creativo di questa maggioranza che per coprire i suoi fallimenti non sa davvero più cosa inventarsi. Manca il colpo di stato. Ma non si può sporcare di sangue le strade, metti ci sia una rivolta, metti che ci sia uno sciopero dei netturbini o la metropolitana si rompa in un qualche punto proprio nello stesso giorno…. Potrebbe essere stato un pesce d’aprile anticipato, ma non si spera in tanto culo. Sembra invece un’ennesima crociata in onore al Nulla per evitare di imparare i congiuntivi.

 

 

(2 aprile 2023)

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