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Condanna definitiva a 7 anni e sei mesi per spaccio: in carcere un 37enne
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Da circa un mese riceveva in piena notte telefonate mute da parte di un anonimo: un silenzio inquietante che la disturbava più delle parole e che in breve tempo si è trasformato, come ovvio, in timore. Protagonista della vicenda una 48enne reggiana che, grazie all’app Whooming, applicativo a pagamento che consente di individuare il numero chiamante seppur composto in modalità anonima, è riuscita a risalire al numero di colui che la chiamava con tanta insistenza.
Dietro quelle chiamate c’era un lontano cugino che aveva da tempo dissapori con la donna e i suoi familiari per un appezzamento di terreno che, evidentemente, voleva usare le telefonate anonime per vendetta.
La donna si è così rivolta ai carabinieri della stazione di Ramiseto denunciando quanto le accadeva da circa un mese che provvedevano, dopo gli opportuni accertamenti, a denunciare il 50enne lontano cugino alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia in ordine al reato di molestie a mezzo telefono.
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(22 aprile 2019)
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