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Festa della Liberazione, le parole di don Albino Rossi e Calamandrei come monito per le future generazioni
È stata una mattinata particolarmente partecipata quella del 25 aprile a Scandiano, con una presenza di cittadini superiore... →
Ci sono voluti sette anni, ma la verità finalmente ha prevalso. Il tribunale di Bari, con 5 sentenze, ha condannato per diffamazione le testate giornalistiche che costruirono un caso mediatico sulle presunte connivenze di Nichi Vendola con ILVA, fu una operazione di linciaggio mediatico costruito ad arte. Ennesima dimostrazione di come sia messa la nostra informazione.
Sentenze di condanna per Fatto Quotidiano, Il Giornale, Libero, Il Giornale d’Italia per aver diffamato Nichi Vendola su audio intercettazione. Nell’autunno del 2013, sulla base di una intercettazione telefonica manipolata e montata su un video di forte impatto emotivo, pubblicata sul sito web de “Il Fatto Quotidiano”, fu montata una violenta campagna mediatica e politica contro Nichi Vendola, allora presidente della Regione Puglia e presidente nazionale di Sel.
Ricorderete che fu scritto: “Vendola che ride dei morti di tumore a Taranto”: si trattò di un vero e proprio linciaggio, durato mesi e amplificato sui social media. Rilanciato anche da altri quotidiani. Ora il Tribunale di Bari, con 5 distinte sentenze, ha condannato “Il Fatto Quotidiano”, “Libero”, “Il Giornale”, “Il Giornale d’Italia”, Alessandro Sallusti, Maurizio Belpietro, Francesco Storace, e altri giornalisti a risarcire Vendola del danno subìto a causa della grave diffamazione.
Per il 25 aprile la voce di don Albino Rossi farà vivere la Scandiano sotto le bombe
Un’immersione sonora nella Scandiano sotto le bombe. Il 25 aprile 2026 si appresta ad essere celebrato in modo... →
Lo rende noto l’ufficio stampa di Sinistra Italiana – Leu.
(29 maggio 2020)
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