Lo spettacolo prenderà in esame un caso particolare, un vero e proprio spartiacque nella coscienza collettiva: il rapimento e l’omicidio di Giuseppe Di Matteo, il bambino figlio di un collaboratore di giustizia, rapito, tenuto per 778 giorni in prigionia in condizioni spaventose e infine ucciso per poi venire sciolto nell’acido. Siamo in presenza dell’orrore di una ferocia smisurata e di una linea di azioni così abiette da essere impossibile ogni aggettivazione. Gli strumenti linguistici a disposizione per affrontare questo lavoro sono quelli che il vocabolario teatrale ha costruito a Palermo: il corpo, il canto, il dialetto, il pupo, la recitazione, il cunto.
Questo nuovo lavoro è una tragedia, un’orazione civile, un processo di autoanalisi personale e condiviso, un confronto con lo Stato, una serie di domande a Dio in persona.
Un autoritratto al contempo intimo e collettivo.
Dorme in mezzo alla strada e in caserma consegna un taglierino: denunciato
E’ stato notato dormire in mezzo alla strada, esattamente in Via della Costituzione a Cavriago, da alcuni passanti... →
AUTORITRATTO
di e con Davide Enia
musiche Giulio Barocchieri
luci Paolo Casati
suono Francesco Vitalitiproduzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG, Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa, Accademia Perduta Romagna Teatri, Spoleto Festival dei Due Mondi
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Davide Enia è stato insignito di due Premi UBU:
nella categoria ‘Migliore Attore/Performer’ e ‘Migliore Nuovo Testo Italiano’Martedì 20 gennaio ore 21
(9 gennaio 2026)
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