di Redazione Scandiano
Il percorso di una persona attraverso la fama, parola quanto mai controversa, può diventare una parabola nella quale più persone possono riconoscersi: la vita delle persone, generalmente, consiste nel sopravvivere lasciandosi dietro macerie. Tutto questo è terribile, ma fa anche ridere. La parte che fa ridere è quella non ancora del tutto compromessa con un sistema tarato per appiattire tutto, per rendere tutto omogeneo e inoffensivo. Mentre il successo, che da fuori sembra spensierato e piacevole, da dentro è terribile come tutto il resto, anche se in modo diverso. E poi, infine, c’è il teatro.
Nasce il nuovo Sistema provinciale Biblioteche: una unica rete dagli Appennini al Po
Si è insediata mercoledì 10 giugno, ai Chiostri di San Pietro, l’assemblea del nuovo Sistema Bibliotecario Provinciale di Reggio Emilia,... →
Uno spettacolo che nasce da un’amicizia lunga venticinque anni su trentacinque, quella tra Lodo Guenzi e il regista Nicola Borghesi che hanno lavorato sull’autobiografia di una persona abbastanza famosa, Lodo, il che la rende da una parte potenziale oggetto di interesse per un numero maggiore di persone, dall’altra aumenta la diffidenza per il genere, dall’altra ancora permette di vedere dall’interno posti, come Sanremo o X-Factor, che di solito si vedono nella loro versione confezionata per il pubblico.
giovedì 9 marzo ore 21
Uno spettacolo divertentissimo
che non finisce assolutamente con un suicidio
di Nicola Borghesi e Lodo Guenzi
consulenza drammaturgica Daniele Parisi e Gioia Salvatori
con Lodo Guenzi
Elly Schlein ad Albinea con Paolo Nori per “Autori in prestito”
La segretari del PD Elly Schlein ha presenziato ad Albinea alla rassegna “Autori in prestito”, dove ha letto... →
(6 marzo 2023)
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