Speranza all’Assemblea di Articolo Uno detta l’agenda al PD e dice “Noi fedeli alle nostre idee”, convinto di averne

di Giovanna Di Rosa #Politica twitter@gaiaitaliacom #Dalemiani

 

Il partitucolo nato dalla scissione col PD, quell’Articolo Uno che è uno dei veri artefici della destra galoppante e inconcludente al governo, si è riunito in un’altra inutile assemblea con i vari dinosauri della sinistra, quelli con conti correnti da almeno cinque zeri e per questo tanto più comunisti. Nel tracciare una road map che vede solo lui e i quattro gatti che lo accompagnano, parlando di valori come se il partitiìucolo ce li avesse, il segretario sicofante ha dettato l’agenda del PD.

Nella demenziale narrazione di Articolo Uno infatti è il PD che se “non cambia radicalemte (…) lascia l’Italia alla destra per anni” lasciandosi andare, il buon Speranza, ad una serie di considerazione che non sono soltanto incondivisibili, ma anche poco rispettose del giardino altrui, diciamo così. E dopo la scorribanda in casa d’altri ecco Speranza lanciare quella che pomposamente ha chiamato gli Stati Generali dell’Alternativa perché Speranza si ritiene a capo di un’alternativa e non il capo della sinistra setta dei distruttori dalemiani.

L’alternativa. va ricordato, ha il nome di Fassina, Epifani, Cecilia Guerra tra gli altri: catafalchi che portano in sé, grazie alla vetusta ed inconcludente visione della politica – la loro sì autoreferenziale e mirata al proprio ombelico e poltrona – la sconfitta come imposizione genetica. Ma naturalmente, tutti insieme, sono lì: vecchi come le mummie ed altrettanto utili [sic] a dettare legge e pretendere di essere il perno attorno al quale ruota la politica.

Si ritirassero a vita privata.

 

 

(14 luglio 2019)

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